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TURISMO NAUTICO > Parchi Marini > Isole Egadi


L’arcipelago è formato da tre isole: Favignana, la più grande, Marettimo e Lévanzo, inoltre possiede numerosi isolotti e scogli tra i quali l’isolotto di Formica, lo scoglio di Maraone e lo scoglio di Porcelli. La costa è un’alternarsi di baie rocciose e spiagge bianchissime. La frangia infralitorale è caratterizzata ovunque da Cystoseira stricta ad eccezione dei biotopi di marettimo in cui è sostituita da Cystoseira mediterranea e da Cystoseira elegans. Le praterie di Posidonia oceanica ricoprono la maggior parte dell’area sommersa dell’arcipelago. Si riscontrano una ampia varietà di popolamenti animali collegata al dinamismo delle acque, alla profondità e alla natura del substrato. Nell’isola di Favignana si effettua ancora la caratteristica mattanza, la pesca del tonno. A Levanzo è possibile visitare la Grotta del Genovese, grotta preistorica con pitture ed incisioni rupestri, tra i complessi di pitture parietali rupestri più interessanti del nostro paese.

Normativa di riferimento
Istituzione
Ente gestore


Regione
Provincia
Comuni
Superficie
Legge 31.12.1982 n. 979
Decreto interm. 27/12/91 - (G.U. n. 115del 19/05/92) modificato con dm 06.08.1993 (G.U. n. 199 del 25.08.1993) e dm 17.05.1996 (G.U. n. 263 del 09.11.1996)
Ispettorato centrale difesa mare tramite la Capitaneria di Porto di Trapani. Il Comune di Favigna e la provincia di trapani stanno definendo un consorzio da candidare quale Ente di gestione
Sicilia
Trapani
Favignana
53.810 ha
   
ZONA A

Sono vietate:

  1. l’asportazione anche parziale e il danneggiamento delle formazioni geologiche e minerali;
  2. la navigazione, l’accesso e la sosta, con navi e natanti di qualsiasi genere e tipo, nonché la balneazione;
  3. la pesca sia professionale che sportiva con qualunque mezzo esercitata;
  4. la caccia, la cattura, la raccolta, il danneggiamento e in genere qualunque attività che possa costituire pericolo o turbamento delle specie animali o vegetali, ivi compresa la immissione di specie estranee;
  5. l’alterazione, con qualsiasi mezzo, diretta o indiretta, dell’ambiente geofisico e delle caratteristiche biochimiche dell’acqua, nonché la discarica dei rifiuti solidi o liquidi e in genere l’immissione di qualsiasi sostanza che possa modificare, anche transitoriamente, le caratteristiche dell’ambiente marino;
  6. l’introduzione di armi, esplosivi e di qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura, nonché di sostanze tossiche o inquinanti;
  7. le attività che possono comunque arrecare danno, intralcio o turbativa alla realizzazione delle finalità di tutela di programmi di studio e di ricerca scientifica da attuarsi sull’area;
  8. l’accesso da terra, salvo che nei luoghi ove è consentita la balneazione.

Tenendo conto delle esigenze della popolazione, in questa specifica zona è ammessa l’attività controllata di balneazione, limitata alla Cala Sidoti e alla località La Caletta sulla spiaggia antistante il manufatto che in essa si trova. E’ ammesso anche il transito delle imbarcazioni di servizio e per gli scopi autorizzati di studio e ricerca. Tutta la zona A è delimitata da apposite boe a mare.

ZONA B

Sono vietate:

  1. qualsiasi forma di pesca o di prelievo da parte dei subacquei muniti o meno di apparecchi autorespiratori;
  2. qualsiasi forma di pesca sportiva o professionale che non sia stata previamente autorizzata dall’ente di gestione della riserva.

Sono consentite invece la fotografia subacquea e la pesca sportiva esercitata unicamente con lenze da fermo e da traino.

ZONA C

In tale zona è vietata qualsiasi forma di pesca professionale che non sia previamente autorizzata dall’ente gestore della riserva.

 

E’ ammessa qualsiasi forma di pesca sportiva, nei limiti consentiti dalla vigente legislazione, salvo la facoltà dell’ente di gestione della riserva di prevedere limiti più restrittivi volti esclusivamente alla tutela ed all’incremento delle risorse biologiche.



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