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 Il tratto costiero dell’area marina protetta presenta un paesaggio ricco di insenature, piccole spiagge sabbiose, pareti a picco sul mare e promontori. La vegetazione assume i caratteri tipici della macchia mediterranea con mirto, ginepro, corbezzolo e pino d’Aleppo. Non mancano rari endemismi, come la ginestra del Cilento (Genista cilentina) o la Primula palinura, presente sulle rocce costiere e che rappresenta il simbolo del Parco Nazionale del Cilento e Valle di Diano che protegge tutto l’entroterra. I fondali presentano popolamenti estremamente ricchi e diversificati in cui già a 20 m di profondità è possibile ammirare il paesaggio sottomarino del coralligeno dominato dai ventagli delle gorgonie, spugne, madrepore e briozoi. Quelli antistanti le spiagge del Pozzillo sono in parte ricoperti da ampie praterie di Posidonia oceanica, che si sviluppa fino a circa 30 metri. I luoghi che richiamano gli appassionati delle immersioni sono situati a Punta Tresino, con franate e pareti, e al largo di Punta Licosa, in cui vi sono alcune secche le cui porzioni meno profonde possono essere visitate anche da chi fa solo snorkeling. Nel corso delle immersioni è inoltre possibile scorgere resti e reperti archeologici risalenti all’epoca romana.

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 Il Cilento è fra le costiere più belle e meno note d’Italia, impreziosita dall’alternarsi di spiagge, grotte e scogliere a picco, punteggiata da antiche torri saracene e bagnata da un mare incontaminato. Si può facilmente raggiungere dalla vicina Salerno. Castellabate, forse la cittadina più elegante della costiera, è la migliore base per raggiungere Punta Licosa, il cuore della nuova riserva. L’isola omonima è fronteggiata da secche e scogli e va doppiata a più di mezzo miglio di distanza. Con sole 8 miglia di navigazione verso sud si guadagna il borgo di Acciaroli, dove Hemingway avrebbe trovato l’ispirazione per “Il vecchio e il mare”. Il porto offre un ottimo ridosso, anche se lo scirocco alza risacca (attenzione a due secche molto pericolose situate a est sud-est dell’imboccatura). Procedendo verso nord, invece, si raggiunge il borgo marinaro di origine bizantina di Agropoli, capace di offrire atmosfere d’altri tempi. Il porto è attrezzato con pontili galleggianti comunali ed altri ormeggi gestiti dalla Lega Navale e dai privati. Da qui si può arrivare a Paestum; con bel tempo si può ancorare di fronte alla spiaggia situata nei pressi della foce del fiume Sele e con una passeggiata di 1 chilometro arrivare al complesso archeologico.
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