Giovedì, 30 Ottobre 2014 18:00

CODICE DELLA NAUTICA: in Senato tutti d’accordo.

A quanto pare su una cosa le forze politiche sono – tardivamente – d’accordo: l’industria nautica e il suo indotto turistico sono una risorsa essenziale per l’Italia, “uno dei pochi comparti che può ridare lavoro e ricchezza e contribuire a tirarci fuori dalla crisi”.

Lo sostengono il sen. Ranucci, relatore del testo per la riforma del Codice della nautica, e la collega Fabbri – anche lei del PD – che ricorda anche “la necessità di un contratto di lavoro specifico per il settore”. Ma lo pensano anche il sen. Cervellini di SEL – “riconosciamo alla nautica un ruolo fondamentale nell'economia del nostro Paese, un settore che molto ha dato in termini di risorse e di occupazione di qualità” – il grillino Cioffi – “è indubbiamente importante, per alcuni versi fondamentale e incide fortemente sull'economia del Paese” – e il sen. Gibiino di Forza Italua - “dai dati di UCINA si evince che la nautica rappresenta ancora una voce importante per l'economia italiana”.


Di seguito una sintesi dei principali interventi in Aula.

RANUCCI, relatore. La riforma del Codice della nautica da diporto è un passo assolutamente importante, invocato dal mercato e dall’Associazione di categoria. Sono interessati oltre un milione di appassionati è perciò facile capire quanto la visione della nautica come di un fenomeno di pura élite sia assolutamente inesatta. Piuttosto fa lavorare circa 18.000 addetti diretti, 80.000 con l'indotto. E’ una risorsa sulla quale dobbiamo quindi puntare per uscire dalla crisi.

FABBRI (PD). La revisione del Codice della nautica è un provvedimento che può fungere da stimolo sia per il settore che per l'intero indotto. Certamente tanto c'è ancora da fare per questo settore che non è stato valorizzato come meritava. Resta ancora aperta, per esempio, la questione dell'unificazione dei contratti di lavoro della nautica, che oggi opera con cinque diverse tipologie.

MARGIOTTA (PD). Questa sera, così come accaduto anche in Commissione, c’è la sostanziale convergenza che emerge da più parti dalle diverse forze politiche, da destra a sinistra: vengono superati i vecchi pregiudizi che comportarono errori gravi di sottovalutazione di un settore.

CERVELLINI (SEL). La nautica da diporto non solo ci appassiona, ma le riconosciamo un ruolo fondamentale nell'economia marittima del nostro Paese. Si tratta infatti di un settore che molto ha dato al nostro sistema in termini di risorse e di occupazione di qualità, anche in riferimento all'importante indotto. La revisione del codice ha oggi l'intento di dare ulteriore stimolo alla ripresa del settore, alla semplificazione, all'efficacia e alla tutela della sicurezza in mare.

CIOFFI (Cinque Stelle). Il settore è indubbiamente importante, per alcuni versi fondamentale, e incide fortemente sull'economia del Paese. La nautica è in crisi da tanto tempo, patisce un forte rallentamento e dobbiamo cercare di farla andare avanti.

PAGNONCELLI (Forza Italia). Questo è certamente un settore che potrebbe dare un grande impulso alla crescita del Paese. Noi auspichiamo pertanto che la delega porti a una seria opera di delegificazione e di semplificazione della normativa, delle regole, dei controlli e del conseguente carico fiscale.

GIBIINO (Forza Italia). Dai dati stilati da UCINA Confindustria nautica, si evince che la nautica rappresenta ancora una voce importante per l'economia italiana. È su questo punto che dobbiamo riflettere e fare uno sforzo reale.

MALAN (Forza Italia). Tutti i parlamentari sono sempre d'accordo sulla semplificazione e la sburocratizzazione, poi però ci troviamo ad affrontare la presentazione di documenti, i controlli, le vidimazioni, le carte da bollo, le certificazioni e così via. Chiedo al Governo che ci sia un'attuazione il più possibile rispettosa delle necessità di limitare le incombenze burocratiche.

CONSIGLIO (Lega). Questo disegno di legge delega il Governo a ridisegnare complessivamente la normativa. Probabilmente si poteva fare di meglio, ma è già un ottimo passo avanti.