Sabato, 27 Ottobre 2012 17:12

Campagna “Battiamo Bandiera Italiana”

Il nostro comparto soffre, come tanti comparti, ma noi, più di altri, ci sentiamo soli, inascoltati dalle Istituzioni, ma soprattutto troppo spesso ingiustamente strumentalizzati.

Siamo imprenditori che ogni giorno si mettono in gioco, non altro; siamo il lavoro di decine di migliaia di persone che costruendo una barca si guadagnano da vivere, non altro; siamo filiera produttiva, tante eccellenze del Made in Italy, più spesso piccole che grandi, che lottano per non perdere la propria identità, non altro.

Per ribadire questi concetti e testimoniare il nostro orgoglio di far parte di un’industria che ha un ruolo importante nell’economia del paese, abbiamo deciso di lanciare la campagna “Battiamo Bandiera Italiana”, un’iniziativa lanciata in occasione del giorno di inaugurazione del 51° Salone Nautico Internazionale di Genova, il principale appuntamento mondiale del settore.

Con questa campagna vogliamo ricordare che nautica significa occupazione (90.00 posti di lavoro diretti), contributo al PIL (vantiamo il moltiplicatore più alto del cluster marittimo, sia dal punto di vista della redditività che in termini di occupazione), export (rappresentiamo la quinta forza del paese), know how e competenze specialistiche di assoluto livello che tutto il mondo ci invidia.

Vogliamo confermare che la nautica rappresenta un patrimonio per il Paese e dunque non è sacrificabile.

Vogliamo farci ascoltare dalle Istituzioni e chiedere chiarezza, trasparenza, semplificazione, ma soprattutto delle norme che ci permettano di essere competitivi con i nostri principali.
Paesi concorrenti nel Mediterraneo dove i diportisti trovano migliori infrastrutture, benefici fiscali e normative meno penalizzanti.

Noi siamo pronti a giocare la nostra parte per continuare a dare un contributo al rilancio della competitività del Paese, ma se il Governo continua a non sostenerci e l’opinione pubblica a identificarci come sinonimo di evasione fiscale rischiamo di buttare al vento questo enorme patrimonio.

Perché vogliamo continuare a “battere bandiera italiana”.