Venerdì, 21 Marzo 2014 10:08

Cassazione: anche il patrimonio può giustificare la barca

Tributi - Imposte sui redditi - Accertamento - Redditometro - Beni di lusso - Disponibilità finanziarie esenti - Illegittimità
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prova dell’esistenza di capitali esenti o tassati alla fonte, diversi da quelli da reddito da lavoro, sono sufficienti a dimostrare l’acquisto e il possesso di beni di lusso (nel caso specifico diverse automobili di alta cilindrata e un’imbarcazione dal valore molto importante). L’Agenzia delle entrate, sottoponendo un contribuente ad un accertamento sul reddito, aveva rivendicato la presunzione legale esistente a favore dei parametri del Redditometro, sostenendo che grava sul contribuente l’onere di fornire puntuali prove contrarie.

Di diverso avviso la Corte di Cassazione che ha rilevato che se aderisse a questa tesi si dovrebbe ammettere l’esistenza, oltre all’onere di dimostrare l’esistenza di redditi esenti, anche di un altro e aggiuntivo onere a “tenere i propri conti in modo da ricostruire ogni movimento finanziario per fornire giustificazioni in merito al sostenimento delle proprie spese nel caso di un accertamento”. E questo per la Cassazione non è accettabile.
Con la sentenza 19 marzo 2014, n. 6396, la Corte ha dunque stabilito che i titoli azionari, obbligazionari e titoli di stato, oltre alla donazione di un parente (nel caso di 700.000 euro, documentata dal semplice versamento sul conto corrente intestato al contribuente oggetto di accertamento), per la disponibilità totale di somme comprese fra i 2.100.000 e i 2.700.000 euro annui, erano più che sufficienti a dimostrare la congruità del possesso dei beni contestati, anche in presenza di un reddito dichiarato di meno di 4.000 euro.