Venerdì, 30 Giugno 2006 15:38

UCINA denuncia l’illegittimità della tassa regionale sarda su aeromobili e unità da diporto

UCINA (Unione nazionale cantieri e industrie nautiche e affini): alla vigilia dell'"alta stagione" nautica UCINA denuncia l'illegittimità della tassa regionale sarda su aeromobili e unità da diporto e afferma la possibilità di chiedere il rimborso dell'imposta versata. 

L'associazione dell'industria nautica considera la legge regionale sarda dannosa per l'indotto turistico, per lo sviluppo delle attività nautiche sul territorio e per l'occupazione e sollecita l'attenzione del Governo.

Illegittima dal punto di vista costituzionale per il mancato coordinamento con il sistema fiscale statale, in quanto ostativa della libera circolazione delle persone e delle merci tra le regioni italiane - e a livello europeo tra gli stati - in quanto discriminante tra residenti e non residenti in materia tributaria: sono queste le principali motivazioni legali sulla base delle quali UCINA (l'associazione di Confidustria che rappresenta l'industria nautica italiana) - attraverso un approfondito e ponderato parere legale - intende contrastare con fermezza l'applicazione della legge regionale Sarda del 4 maggio 2006, n.4 nei confronti dei diportisti che vogliano scegliere tale meta per le proprie vacanze estive.

"Sulla base di queste considerazioni - afferma il Presidente di UCINA, Anton Francesco Albertoni - siamo convinti che chi ha pagato possa chiedere il rimborso per illegittimità delle legge istitutiva.
UCINA - continua Albertoni - ritiene che tale iniziativa, oltre a fornire un'immagine disincentivante e negativa sul piano dell'ospitalità del territorio nei confronti del turista nautico, sia dannosa per l'indotto turistico, per l'occupazione e per lo sviluppo delle attività nautiche sul territorio Sardo.
Infatti sulla base del recente rapporto CENSIS SULL'ECONOMIA DEL MARE 2006 la nautica è il comparto con la più alta capacità di attivazione a valle tra tutti i settori dell'industria marittima e conseguentemente con la maggior capacità di generare ricchezza. Risulta infatti che ogni 1000 Euro investiti nel settore nautico mettano in moto una produzione nel turismo nautico di 4.546 Euro. Alla luce di ciò UCINA si fa interprete di uno stato di diffuso malcontento e preoccupazione tra gli operatori del turismo nautico che già denunciano avvisaglie di flessione della domanda per la stagione estiva".

UCINA è scesa in campo al fine di tutelare la nautica italiana e in particolare gli operatori nautici che operano in Sardegna, sia della produzione diretta sia nei servizi al diporto.

"Riteniamo - continua Albertoni - che la nautica e il turismo nautico possano e debbano diventare, non solo per la Sardegna, una risorsa su cui puntare. In particolare la Sardegna potrebbe godere di una stagione nautica di quasi 6 mesi; ha oltre 20500 posti barca disponibili, di cui quasi 9 mila nei marina, senza citare le bellezze naturali. Le isole mediterranee poste alla stessa latitudine della Sardegna sono collegate con aerei charter con tutta l'Europa continentale e fungono da base stanziale per i diportisti continentali. Un flusso turistico continuo, fatto da piccoli gruppi ma con grandi numeri complessivi, adatto a strutture ricettive (anche a terra) non impattanti e diffuse sul territorio, che valorizza e apprezza la tradizione e l'individualità dell'ospitalità tipica italiana."

UCINA chiede con forza un ripensamento sulla misura presa dalla Regione Sardegna e sollecita l'attenzione e l'intervento del Governo anche alla luce delle interrogazioni parlamentari presentate al Presidente del Consiglio e ai Ministri dell'Economia e Finanze, delle Attività produttive e dei Trasporti volte a conoscere "se non si ritenga opportuno impugnare la legge regionale sarda davanti alla Corte Costituzionale in quanto eccede la competenza della Regione stessa ai sensi dell'art. 127 della Costituzione Italiana".

L'interrogazione è stata sottoscritta da numerosi parlamentari dei due schieramenti politici ed è stata depositata nei giorni scorsi sia al Senato che alla Camera.

Con una crescita di circa il 7% rispetto al 2004, il valore della produzione italiana d'imbarcazioni da diporto nel 2005 si attesta intorno ai 2 miliardi di Euro Per quanto riguarda il contributo al PIL dell'intero settore nautico, comprensivo dell'indotto diretto, UCINA calcola per il 2005 un valore complessivo che sfiora i 2,3 miliardi di Euro (2,2 milioni di Euro nel 2004) per una crescita del 4,5%. Il numero complessivo degli addetti diretti della nautica sono stimabili in oltre 12.000 unità, che diventano quasi 80.000 con l'indotto turistico.

Per informazioni:
UCINA 0105769812 - Fede Gardella 335/8308666

Genova, 30 giugno 2006

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Comunicato Stampa Tassa Sarda

UCINA denuncia l'illegittimità della tassa regionale sarda